Peperoncino Padano

Il primo blog per gli amanti dei peperoncini coltivati nel Nord Italia. Come il Grana, ma piccante.

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venerdì 7 giugno 2013

Cioccolatini al Peperoncino padano. Ecco la ricetta

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cioccolatini semplicissimi, di fatto non li chiamerei nemmeno cioccolatini, diciamo che sono barrette aromatizzate!

con il solito metodo si può aromatizzare il cioccolato con altri ingredienti: cannella, vaniglia, cumino, rosmarino, quello che si desidera!

ingredienti:
cioccolato fondente al 70%
peperoncino macinato (dose a piacere, ovviamente non eccedere!!!)

cioccolatini al peperoncino

ho proceduto con il procedimento del temperaggio ad induzione, brevemente:
tagliare il cioccolato
farne sciogliere nel microonde 2/3 del peso
levare dal micro e aggiungere il restante mescolando e facendolo sciogliere nel cioccolato già sciolto

cioccolatini al peperoncinola cucina di marble - pura gola, vero amorecioccolatini al peperoncinola cucina di marble - pura gola, vero amorecioccolatini al peperoncino

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appena fuso tutto per bene, aggiungere l'aroma scelto, in questo caso peperoncino in polvere e amalgamare bene
ovviamente conviene aggiungerne poco poi... assaggiare e regolarsi se ne occorre altro
compiere l'operazione velocemente, se il cioccolato è ben temperato tenderà a solidificarsi velocemente

cioccolatini al peperoncino

versare il cioccolato aromatizzato o in degli stampini, o su dei fogli di cartaforno (in questo caso, una volta solidificato si dovrà rompere in pezzettini)

cioccolatini al peperoncinola cucina di marble - pura gola, vero amorecioccolatini al peperoncino

ecco le nostre barrette pronte per essere gustate

attenzione, sono piccanti!!!! ;)

cioccolatini al peperoncino










(Riadattamento da: http://www.lacucinadimarble.it/rec.php?id=631)

giovedì 6 giugno 2013

Guarda Guarda cosa si trova su Ebay. Peperoncino Padano rulez

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Guarda qui. Li conoscevi i semi del peperoncino padano? Segui questo link... e non te ne pentirai.

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mercoledì 5 giugno 2013

Tabasco. Una salsa che sa molto di noi: piccante.

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Il Tabasco è una salsa piccante ricavata dalla varietà omonima della specie Capsicum frutescens, una tipologia di peperoncini. La salsa è prodotta dall'azienda statunitense McIlhenny Company, con sede ad Avery Island in Louisiana, che ne detiene il brevetto fin dal 1870 ed è proprietaria del marchio Tabasco Sauce. Il nome deriva dall'omonimo stato del Messico.
È la prima salsa piccante prodotta industrialmente negli Stati Uniti, a partire dal 1859, e tutt'oggi è una delle più note: secondo Package Facts, nel 1992 aveva una quota di mercato del 26,6%.
La salsa originaria viene commercializzata con l'etichetta Tabasco Pepper Sauce, la McIlhenny nel tempo ha ampliato la sua gamma di salse Tabasco per far fronte alla concorrenza, abbassando quasi sempre la piccantezza rispetto alla salsa originale, tranne nel caso della salsa Tabasco habanero, che arriva ad 8000.


Nel 1849 il New Orleans Daily Delta, un quotidiano di New Orleans, Louisiana, riportava la lettera di un visitatore alla piantagione del Colonnello Maunsell White, in cui si diceva
"I must not omit to notice the Colonel's pepper patch, which is two acres in extent, all planted with a new species of red pepper, which Colonel White has introduced into this country, called Tobasco red pepper. The Colonel attributes the admirable health of his hands to the free use of this pepper."
"Tobasco" era una erronea trascrizione dello stato messicano di Tabasco.
Il Colonnello produsse la prima salsa dai peperoncini "Tobasco" nel 1859, anno in cui ne apparvero anche delle pubblicità. All'incirca nello stesso periodo diede la ricetta e alcuni peperoncini ad un amico, Edmund McIlhenny, che iniziò anch'esso a coltivarli ad Avery Island. Durante la guerra civile americana, nel 1863, McIlhenny e famiglia fuggirono a San Antonio, in Texas. Al suo ritorno, nel 1865, trovò la piantagione distrutta, ma alcune piante si erano inselvatichite, permettendogli così di ricostruire la piantagione dai loro semi. Cinque anni dopo brevettava la sua salsa "Tabasco", e nel 1872 apriva a Londra un ufficio per la vendita in Europa.
Nel 1889 Heinz imitò la salsa, col nome di Heinz's Tabasco Pepper Sauce, senza tuttavia riuscire a competere con quella di McIlhenny. Il figlio di Edmund McIlhenny, John, ereditò nel 1890, quando una cattiva annata rovinò il raccolto. Fortunatamente vi erano abbastanza riserve di peperoncini fermentati per continuare la vendita. Dato che John non riuscì a trovare in Messico dei frutti che rispondessero alle sue esigenze, da allora la compagnia ha esteso le sue coltivazioni sotto contratto in Honduras, Colombia e altri stati dell'America centromeridionale.
Pubblicità del 1905 ca.
Nel 1898 B. F. Trappey , un altro imprenditore della Louisiana, ex impiegato di McIlhenny, cominciò a coltivare tabasco dai semi di Avery Island. La sua B. F. Trappey and Sons produsse la sua salsa, anch'essa chiamata "Tabasco". I McIlhenny li citarono in giudizio e dopo una lunga controversia, ottennero il marchio "Tabasco" nel 1906.
Il marchio registrato non impedì alle altre compagnie di usare il nome "Tabasco" nei loro prodotti: nel 1911, la "Joseph Campbell Company", quella delle famosa zuppa immortalata da Andy Warhol, iniziò la vendita del Campbell's Tabasco Ketchup, definendolo l'"appetitosa piccantezza della Salsa Tabasco in forma più delicata."
Notando il successo commerciale del Tabasco di McIlhenny, molti altri produttori in Louisiana si lanciarono nel mercato, e solo nel 1929 la McIlhenny Company ottenne l'esclusiva sul nome Tabasco, vincendo una causa contro Trappey.
Dato che "Tabasco" è il nome di uno stato messicano, l'uso esclusivo del nome in altra area geografica è un fatto curioso, ma non unico: una situazione equivalente si ha riguardo a un prodotto IGP detto "salsa calabra" registrato in Spagna.

La ricetta

Innanzitutto si dovrebbero utilizzare esclusivamente le piante di Capsicum frutescens var. "Tabasco", ben maturi e freschi. Le coltivazioni di McIlhenny hanno un bastone dipinto dello stesso rosso di cui devono apparire i frutti: né quelli più verdi, né quelli più maturi vengono usati. Ad ogni modo vanno bene anche i normali "Cayenna" o i "Thai Dragon", entrambi varietà di Capsicum annuum, anche se cambia ovviamente il sapore. Ne esistono anche varianti con Scotch Bonnett o Habanero (var. di C. Chinense), molto più piccanti. Qui comunque diamo, per quanto nota, la ricetta originale, di cui si mantengono segrete le esatte quantità e i tempi di stagionatura della salsa finita.

Ingredienti

  • Peperoncini Tabasco 640 grammi
  • Sale grosso 20 grammi
  • Aceto di vino bianco 20 cl

Preparazione

Per il macerato, tritare i peperoncini, inclusi i semi, in maniera abbastanza fine. Aggiungere il sale e lasciare in un contenitore sterile chiuso con un tovagliolo pulito.
Lasciar fermentare almeno un mese, meglio se più a lungo: l'originale fermenta per tre anni. Quando la fermentazione si ferma mettere il macerato in un nuovo contenitore, aggiungere l'aceto e lasciar riposare almeno una settimana. Dopo di che mettere il composto in un colino, e spremerne il liquido. Imbottigliare e conservare in frigo, aggiungendo eventualmente del sale.

(Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Tabasco_%28salsa%29)

lunedì 20 maggio 2013

Peperoncino e salute. Qualche controindicazione c'è.

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Il peperoncino è un prodotto naturale molto apprezzato per via dei suoi effetti benefici sulla salute, ma è importante ricordare che al suo consumo sono legate anche diverse controindicazioni. L’utilizzo del peperoncino può infatti causare problemi alla salute in alcuni soggetti sensibili, e vi sono sempre dei rischi dovuti all’eventuale contatto con gli occhi o con le mucose. In questa guida troverete tutte le informazioni per utilizzare con consapevolezza e tranquillità questa piccantissima meraviglia della natura.

Sebbene non esistano controindicazioni precise nei confronti del peperoncino, è bene ricordare che alcuni soggetti dovrebbero astenersi dal suo consumo oppure limitarlo fortemente. Nonostante i luoghi comuni affermino il contrario il peperoncino non è causa, in sé, di dolori o bruciori allo stomaco, ma le persone che soffrono di
  • ulcera
  • acidità di stomaco
  • gastroenterite
  • emorroidi
  • cistite
  • epatite
dovrebbero astenersi dal loro utilizzo frequente. In caso di consumo eccessivo, infatti, il peperoncino può dare infiammazioni anche serie a stomaco ed intestino.
Sarebbe meglio che i bambini di età inferiore ai 12 anni non consumassero peperoncino, o perlomeno ne mangiassero in quantità minima. Il loro apparato digerente, infatti, a quell’età è ancora piuttosto delicato. Anche le donne in gravidanza ed allattamento dovrebbero cercare di fare un uso parsimonioso del peperoncino.
Una raccomandazione importante: anche se si gode di perfetta salute, è sempre bene limitare le dosi di peperoncino, evitando le grandi “abbuffate” e il consumo troppo frequente.
Quando si ha a che fare col peperoncino per uso esterno (ad esempio sotto forma di lozioni o creme) è importante che il prodotto non entri in contatto con la cute lesa da tagli, vesciche o abrasioni.
Da evitare è l’impiego in caso di soggetti dalla pelle sensibile o allergici alla pianta.

Come togliere il bruciore del peperoncino: mani, occhi, bocca

Se la pelle o gli occhi sono accidentalmente venuti a contatto con il peperoncino, la prima cosa a fare è trattare la parte irritata con un composto oleoso, come ad esempio paraffina, polietilenglicole, olio vegetale o altre sostanze simili.
La capsaicina contenuta nel peperoncino, responsabile dell’irritazione, è infatti un composto idrofobo che non si scioglie nell’acqua, bensì nelle sostanze grasse. Pertanto, anche se la sensazione di sollievo dovuta all’acqua fresca è innegabile, questa non riesce a rimuovere la capsaicina dalla parte irritata.
Anche quando si mangia un boccone eccessivamente speziato, spesso la reazione istintiva è quella di bere grandi quantità di liquidi. Come visto prima, questo sollievo è solo temporaneo: per rimuovere la capsaicina dal cavo orale è necessario mettere in bocca qualcosa che contenga grassi, ad esempio della maionese, un cucchiaio di olio, del latte intero oppure un boccone di pane imburrato.
Per eliminare i residui di peperoncino dalla pelle è possibile impiegare prodotti detergenti come sapone o shampoo, mentre del tutto inutili sono rimedi “casalinghi” come aceto, metabisolfito di sodio, antiacidi o candeggina (possono causare un danno persino superiore).

(Fonte: http://www.guidapeperoncino.com/peperoncino-controindicazioni-e-rischi-per-la-salute.html)

domenica 19 maggio 2013

Habanero. Un peperoncino da Guinness

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File:Habanero.jpgL'Habanero (Capsicum chinense Jacq.) è tipico della penisola dello Yucatan. Ne esistono molte varietà, tra cui la cultivar più piccante riconosciuta dal Guinness dei Primati fino al 2006, quando è stata soppiantata dal Bhut Jolokia. Come piccantezza media, solitamente gli habanero "Chocolate" e "Orange" superano il Red Savina. Il nome habanero deriva da L'Avana, la capitale di Cuba da cui si ritiene provenga. Molti ritengono che non cresca più nella regione d'origine, ma Dave deWitt ha fatto crescere alcuni semi di transfughi cubani, i quali hanno prodotto degli habanero arancione. Spesso il termine viene utilizzato come sinonimo per tutte le varietà di C. chinense, anche se in maniera erronea. Il maggior produttore mondiale è il Messico, dove viene coltivato in Yucatan, Campeche, e Quintana Roo, tuttavia sono presenti coltivazioni commerciali anche in Belize, Costa Rica, Texas e California.


L'habanero è un tipico un arbusto a portamento eretto, con foglie ovato-lanceolate, verdi. Si distigue dalle altre varietà della specie per il frutto, generalmente a forma di lanterna, che può presentarsi con la punta allungata in forma conica o rientrante, ed è proprio la forma del frutto la caratteristica che identifica la varietà. Le dimensioni vanno dai 2 cm fino agli 8 cm di lunghezza, e circa la metà in larghezza, anche se la taglia varia molto a secondo della coltivazione. Il colore è verde quando immaturo, mentre a maturazione può essere bianco, giallo, arancione, rosso, viola o marrone.

sabato 18 maggio 2013

Rieti cuore piccante 2013. Una fiera estiva dedicata al peperoncino

7 commenti :
RIETI – Rosso, piccantissimo, amato in tutto il mondo, ma al peperoncino, il “diavolillo” nostrano che infiamma il palato e i sensi non era mai stato dedicato prima d’ora un festival internazionale, con la presentazione in vetrina di 400 qualità provenienti da 5 continenti.“Rieti, cuore piccante”, dal 26 al 29 luglio, sarà una kermesse coloratissima che trasformerà la cittadina laziale nella capitale mondiale del capsicum annuum, classificato così da Linneo nel ’700 e inserito nella famiglia delle solanacee. L’evento si articolerà in una Fiera campionaria mondiale e una Mostra mercato dei prodotti tipici trattati al peperoncino e sarà arricchito da numerosi eventi collaterali. L’idea di questa originale kermesse è dell’Associazione  del peperoncino reatina di cui fanno parte la Camera di commercio, la Coldiretti e l’Associazione commercianti. Non mancherà l’appoggio della prestigiosa Accademia italiana del peperoncino.«Questo prodotto unisce i popoli, li accomuna culturalmente perché è usato in tutto il mondo – ha detto il socio fondatore Guglielmo Rositani presentando a Roma l’iniziativa con Antonella Clerici e Lando Buzzanca – ma manca ancora una cultura del peperoncino. Si tende a valutarlo per la sua piccantezza tralasciando altri importanti caratteristiche come il sapore, l’aroma e il profumo. È un prodotto lasciato alla libera interpretazione di tutti, che lo consumano tritato o essiccato, e questo porta alla fisiologica perdita delle sue qualità, sia gustative che benefiche alla salute. Inoltre viene coltivato marginalmente nelle nostre campagne tanto che siamo costretti ad importarne per il 75%».
Il peperoncino fa bene quasi a tutto: è un toccasana contro l’ipertensione, un antidepressivo grazie ai suoi oppioidi che danno un senso di benessere, ha proprietà antiossidanti, contiene vitamine C e E ed ha anche la fama di essere un afrodisiaco. Soprattutto è buono, vivacizza ogni piatto ed esalta qualsiasi sapore, invadendo anche il campo dei dolci, soprattutto del cioccolato e dei gelati. Coltivato già 10mila anni fa nelle civiltà precolombiane e apprezzatissimo da Montezuma, arrivò in Europa nel 1.514 con Cristoforo Colombo al termine del suo secondo viaggio nelle Americhe. Con il cacao costituì un cadeau molto apprezzato dalla regina Isabella di Castiglia. Quasi contemporaneamente, golose novità assolute, conquistarono presto l’Europa.  La sfida dell’evento di Rieti è quella di riscriverne in un cento senso la storia 500 anni dopo, portandolo con forza sul palcoscenico internazionale. Per questo sono stati invitati alla festa tutti gli ambasciatori dei paesi stranieri accreditati a Roma. Si vuole anche onorare il suo ruolo nel mondo dell’alimentazione: secondo studi recenti è il primo condimento del mondo subito dopo il sale. Lo celebreranno 4 intense giornate di eventi: convegni,mostre,premi giornalistici e gastronomici.(Fonte e PROGRAMMA: http://www.rieticuorepiccante.it/)




sabato 11 maggio 2013

Afrodisiaco, seducente, caliente, piccante. Perchè il cibo stimola (non solo l'appetito)

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Cioccolato e peperoncino: un abbinamento afrodisiacoCibo ed eros: un connubio intrigante che affonda le sue voluttuose radici in tradizioni e credenze antichissime. Nonostante la scienza abbia sfatato molti miti riguardanti i cosiddetti cibi afrodisiaci, che spesso sono considerati tali più per dei fattori simbolici e culturali che per le loro caratteristiche intrinseche, il legame tra erotismo e piaceri della buona tavola è innegabile: del resto, non è ormai una verità assodata che, in fatto di sesso, è sempre il fattore psicologico quello che conta maggiormente?
Per scegliere cibi e ricette "afrodisiaci" occorre perciò tener conto sia delle loro proprietà reali (evitare cibi eccessivamente pesanti o difficili da digerire e favorire invece alimenti e spezie che abbiano un effetto benefico sull'organismo e soprattutto sulle sue parti maggiormente "coinvolte" nella sfera erotica) sia dell'effetto psicologico dovuto al gusto, al profumo e, perchè no, alla "fama" di un determinato ingrediente.

Asparagi e peperoncino aji: una coppia perfetta per una cenetta romantica
In primis, naturalmente, c'è il peperoncino; grazie ad un mix di fattori che lo caratterizzano è senz'altro uno dei frutti più adatti ad evocare fantasie "piccanti": il suo gusto prorompente, il suo colore acceso, gli stimoli sensoriali che scatena, persino la sua forma e gli aggettivi che lo circondano (hot, piccante) vengono ricondotti direttamente o indirettamente al mondo dell'eros. Inoltre il collegamento tra sessualità e peperoncino potrebbe avere anche dei fondamenti scientifici (attualmente in fase di studio), grazie ad alcune proprietà delle sostanze contenute nel peperoncino in concentrazioni notevoli (capsaicina, capsicolo, vitamina E).

Peperoncino aji ripieno di formaggioAnche altre spezie sono considerate afrodisiache: ad esempio il pepe era consigliato, presso gli antichi Romani, a chi fosse sessualmente debilitato, e anche l'anice godeva della fama di afrodisiaco nell'antica cultura latina e greca. Rimanendo nel campo delle spezie, anche il rafano talvolta utilizzato per preparare il wasabi è annoverato tra gli afrodisiaci. Si ritiene che lo zafferano abbia proprietà stimolanti sulle zone erogene e che la senape stimoli l'azione delle ghiandole sessuali. La vaniglia, grazie al suo effetto euforizzante sul sistema nervoso centrale ed al suo profumo avvolgente, può agire indirettamente anche come stimolante sessuale; considerazioni simili si possono fare per i chiodi di garofano, grazie alle loro proprietà rinvigorenti e stimolanti. Anche lo zenzero è spesso utilizzato in bevande destinate ad accendere i sensi. Infine, due spezie specifiche per i due sessi: pare che la noce moscata sia particolarmente efficace per l'uomo e che, invece, i semi di coriandolo (soprattutto in infusione nel vino) abbiano effetti eccitanti sulla donna.
Ai primi posti tra le sostanze che scatenano maggiormente l'immaginario erotico-culinario ci sono poi sicuramente il cacao e il cioccolato, con il loro gusto avvolgente e voluttuoso che può essere coniugato in mille versioni e ricette, spesso in abbinamento con il peperoncino. Del resto la cioccolata era per gli Atzechi un alimento divino, consumato spesso in occasione di riti e cerimonie anche a sfondo sessuale (si narra che Montezuma ne consumasse una tazza prima di recarsi nelle stanze femminili...); persino la scienza in questo caso pare confermare, dato che sono ormai consolidati gli studi sugli effetti euforizzanti ed eccitanti del cioccolato, dovuti a sostanze come la teobromina e  lafeniletilamina (che è poi la sostanza che il cervello umano produce quando ci si innamora). Quest'ultima è contenuta anche nel formaggio, che quindi può inserirsi a pieno titolo in un menù afrodisiaco. Anche insaccati e salumi vari però, stuzzicanti e voluttuosi per definizione, possono essere insospettabili alleati della passione.

(fonte: http://mondopiccante.net)

martedì 7 maggio 2013

Anche la piccantezza si può misurare. Scoville ha scoperto il modo

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La Scala di Scoville (o più brevemente Scala Scoville) è una scala di misura della piccantezza di un peperoncino. Questi frutti del genere Capsicum contengono alcune sostanze, dette capsaicinoidi, di cui la più abbondante è la capsaicina, un composto chimico che stimola i recettori del caldo VR1 (recettori per i vanilloidi 1) situati anche sulla lingua e ciò provoca la sensazione di "bruciore".
Il numero di unità di Scoville che indica l'appartenenza alla scala (SHU) (Scoville Heat Units)[1] indica la quantità di capsaicina equivalente contenuta. Molte salse piccanti in uso sia in America del Nord che del Sud indicano la loro piccantezza in unità di Scoville.
La scala di Scoville prende il nome dal suo ideatore, Wilbur Scoville che sviluppò il SOT (Scoville Organoleptic Test) nel 1912[2]. Questo test originariamente prevedeva che una soluzione dell'estratto del peperoncino venisse diluita in acqua e zucchero finché il "bruciore" non fosse più percettibile ad un insieme di assaggiatori (generalmente 5); il grado di diluizione, posto pari a 16.000.000 per la capsaicina pura, dava il valore di piccantezza in unità di Scoville. Il valore 16.000.000 per la capsaicina fu posto arbitrariamente da Scoville.

Il record, registrato nel Guinness dei Primati nel marzo 2010, appartiene all'Infinity Chili ed è di 1.067.286 SHU. Precedentemente era del Naga Jolokia con 1.041.427 SHU[3][4], ossia il 6,5% in peso. Come sempre, va ricordato che essendo prodotti naturali e non industriali, non tutti i peperoncini hanno lo stesso valore: è semplicemente il massimo valore registrato e ufficialmente riconosciuto.
Sedici unità di Scoville sono equivalenti a una parte di capsaicina per milione.
Il SOT ha un grande limite: dipende dalla soggettività umana.[5]
Successivamente sono stati sviluppati altri tipi di test, molto più sofisticati, come il test HPLC (High performance liquid chromatography, noto anche come "Metodo Gillette") che misura direttamente la quantità di capsaicinoidi invece che affidarsi alla sensibilità dell'uomo.[6]
La capsaicina pura è una sostanza tossica, e se assunta direttamente provoca la morte per arresto respiratorio, tuttavia la quantità necessaria per ingestione a causare la morte di una persona di settanta chilogrammi è di tredici grammi, equivalente ad un paio di cucchiai.

Classifica della piccantezza di alcuni peperoncini sulla scala Scoville

I valori sulla scala Scoville possono variare sensibilmente per almeno tre ragioni:
  • Variano all'interno della stessa specie, anche di un fattore 10 o più, a seconda della semenza, del clima e del suolo.
  • Le vere "Unità di Scoville" erano il risultato di un test organolettico, che dipende dalla sensibilità umana e varia anche di ± 50%.
  • Il test HPLC non misura direttamente le unità di Scoville, ma le "unità di piccantezza ASTA". Queste sono poi convertite in unità Scoville, ma dato che la piccantezza assoluta dei capsaicinoidi ha un errore di circa il 20%, anche la conversione ne risente. L'HPLC stesso ha un errore di circa il 12%.[7] 
(Fonte articolo: Wikipedia.it)
Gradazione Scoville Tipo di peperoncino
15.000.000–16.000.000 Capsaicina pura, Diidrocapsaicina
8.800.000 - 9.100.000 Nordiidrocapsaicina
6.000.000 - 8.600.000 Omodiidrocapsaicina, Omocapsaicina
2.500.000 - 5.300.000 Spray al peperoncino della polizia
1.067.286 - 2.000.000 Trinidad Scorpion Butch Taylor, Naga Viper, Infinity Chili, Spray al peperoncino comune
855.000 - 1.041.427 Bhut Jolokia
876.000 - 970.000 Naga Dorset/Naga Morich
350.000 - 855.000 Habanero Red Savina, Indian Tezpur
100.000 - 350.000 Habanero, Scotch Bonnet, Bird's Eye (noto anche come "Piripiri", "Pilipili", "African Devil"), Jamaican Hot
50.000 - 100.000 Santaka, Chiltecpin, Thai Pepper (noto anche come Thai Dragon), Rocoto
30.000 - 50.000 Ají, Cayenna, Tabasco, Piquin
15.000 - 30.000 Chile de Arbol, Manzano, Calabrese
5.000 - 15.000 Yellow Wax, Serrano
2.500 - 5.000 Jalapeno, Mirasol, Chipotle, Poblano
1.500 - 2.500 Sandia, Cascabel, NuMex Big Jim
1.000 - 1.500 Ancho, Pasilla, Espanola, Anaheim
100 - 1.000 Mexican Bell, Cherry, New Mexico Pepper, Anaheim, Peperone
0 - 100 Sweet Bell Pepper, Pimento